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Come si previene la degenerazione maculare?

La prevenzione consiste nel proteggere la retina dai raggi ultravioletti con occhiali da sole, nel curare l’ipertensione e il diabete e nel non fumare.

Come si cura?

La terapia è basata, nelle forme secche, sull’assunzione di complessi vitaminici con minerali e antiossidanti che possono rallentare l’evoluzione della malattia. Nelle forme umide, complicate da membrane neovascolari, dopo l’esecuzione di una fluoragiografia, può essere utile un trattamento laser  per bloccare la membrana neovascolare.
Attualmente è possibile avere una evoluzione più favorevole con regressione delle neovascolarizzazioni eseguendo iniezioni intravitreali di farmaci che inibiscono la crescita dei vasi anomali.
Spesso sono necessarie più iniezioni a distanza di tempo per risolvere definitivamente il problema.

Quali sono i sintomi della cataratta?

Alcuni dei sintomi più frequenti, sono:
• difficoltà di leggere caratteri di stampa piccoli, come quelli del giornale
• difficoltà di guidare, specialmente la notte
• riverbero fastidioso da parte dei raggi solari o dei fari delle automobili
• visione annebbiata

Come si cura?

In caso di cataratta la soluzione è sottoporre il paziente ad un intervento. L’operazione di cataratta è ambulatoriale. Durante l’intervento l’occhio è completamente anestetizzato, quindi non si prova alcun dolore e l’intervento dura generalmente dai 10 ai 20 minuti. Nello specifico, l’ intervento di cataratta consiste nella rimozione del cristallino oculare opacizzato e nell’impianto, in sua vece, di una lente artificiale posta all’interno dell’occhio.

Quali sono i sintomi del glaucoma?

La maggior parte delle forme di glaucoma non produce sintomi rilevabili è per tale motivo che è essenziale sottoporsi a controlli regolari, se diagnosticato in tempo, il glaucoma è trattabile con successo. Inoltre, se si è un soggetto ad alto rischio di glaucoma o se si ha già un inizio di glaucoma, sono necessari esami supplementari e particolarmente attenti.

Quali sono le categorie a più alto rischio di glaucoma?

Tutti possono ammalarsi di glaucoma, ma le categorie a più alto rischio sono :
1. chi è affetto da diabete
2. chi è affetto da miopia elevata
3.chi soffre di ipertensione oculare
4. chi ha avuto traumi rilevanti ad un occhio (chi ha avuto un grave intervento chirurgico all’occhio)
5.chi è di origine africana.
Comunque, è importante sottolineare che, dopo i 34 anni di età, anche pazienti a basso rischio devono fare un controllo per il glaucoma dal loro oculista ogni 2 anni. Gli esami per il glaucoma devono comprendere non solo il controllo della pressione dell’occhio ma altri esami ben più specifici.

Quali sono gli esami da effettuare per prevenire il glaucoma?

Gli esami da effettuare per prevenire questa patologia sono l’ esame del campo visivo, attualmente computerizzato, che permette di esaminare lo stato funzionale del nervo ottico. La pachimetria corneale è la misura dello spessore corneale. Altri esami per valutare il glaucoma sono la gonioscopia e l’esame accurato della papilla ottica da parte dell’oftalmologo.
Un esame recente molto importante è l’OCT della papilla ottica che analizza con il tomografo a coerenza ottica, disponibile nel nostro centro oculistico, l’eventuale danno glaucomatoso della papilla ottica e ci permette di seguirlo nel tempo.

Che differenza c’è tra ipertensione oculare e glaucoma?

Nel glaucoma c’è un danno o lesione del nervo ottico e, contemporaneamente, la perdita della vista. La pressione oculare è misurata in millimetri di mercurio (mmHg). I valori normali si trovano tra i 10-21 mmHg. Si parla quini di ipertensione oculare quando i valori sono superiori a 21 mmHg.

Cosa è la retinopatia diabetica?

La retinopatia diabetica è una complicanza del diabete causata dal deterioramento del sistema vascolare che nutre la retina nella parte posteriore dell’occhio.
Poiché i vasi sanguigni s’indeboliscono, essi possono perdere fluido o sangue nella massa vitreale trasparente che riempie l’occhio, oppure possono dilatarsi, danneggiando la retina, struttura assai delicata.

Quali sono i pazienti più predisposti a contrarre la retinopatia diabetica?

Le persone che hanno avuto il diabete per molti anni sono particolarmente a rischio di sviluppare la retinopatia diabetica. Sei persone su dieci tra coloro che hanno avuto il diabete per oltre quindici anni mostrano sintomi di danno retinico; la pressione alta e la gravidanza peggiorano la situazione.

Quanti tipi di strabismo ci sono?

A seconda della deviazione che l’occhio assume, si possono distinguere varie forme di strabismo:
1. exotropia o strabismo divergente (l’occhio è deviato all’esterno)
2. esotropia o strabismo convergente (l’occhio è deviato all’interno)
3. ipertropia o deviazione verso l’alto di un occhio rispetto all’altro
4. ipotropia o deviazione verso il basso di un occhio rispetto all’altro.

Quali sono le principali cause dello strabismo?

Lo strabismo può essere legato a difetti visivi o a patologie oculari piuttosto serie. Tra i principali fattori si ricordano:
• ereditarietà
• anomalie oculari (cataratta, ptosi, ecc.)
• difetti della vista (rifrattivi)
• paresi di origine cerebrale
• paresi di uno dei muscoli oculari

Nel bambino lo strabismo può essere causato da difetti della vista (vizi rifrattivi) non corretti. Altra comune causa di strabismo è la visione ridotta in un occhio (ambliopia) che impedisce la normale collaborazione tra i due occhi, generando di solito uno strabismo divergente.

Come si cura?

Dopo un completo esame oculistico, incluso un attento studio delle parti più interne dell’occhio, bisogna individuare la terapia medica, medica o chirurgica, più idonea. L’ambliopia può essere trattata con l’occlusione dell’occhio migliore per raddrizzare l’occhio debole e migliorare la visione. Se l’ambliopia viene scoperta nei primi anni di vita, il trattamento ha spesso successo. A volte potrebbe essere necessario anche un intervento chirurgico. Quest’ultimo è volto a rimediare al disallineamento dei lobi oculari, praticato in anestesia generale nei bambini e in anestesia locale negli adulti, consente di intervenire sui muscoli dell’occhio, in modo da mettere gli occhi il più possibile in asse.